Consumi di fiori e piante nel 2005: l’Ismea fotografa una leggera flessione, ma la spesa resta superiore ai 2 miliardi di euro. Incoraggiante inizio del 2006
Dalla Florida il podocarpus macrophillus di Gianni Versace e la palma d’argento
Il chinotto di Savona e la palma hawaiana “salvata”
Primo giorno di grande pubblico a Euroflora 2006, la floralies inaugurata ieri a Genova e in programma nel quartiere fieristico fino a lunedì 1° maggio.
E’ stata la giornata del debutto ufficiale di AIF, Association of International Floralies, l’Associazione che raggruppa le più importanti floralies europee: dalle storiche Floralies di Ghent a Euroflora, Nantes, Budapest e Valencia, un circuito di esposizioni che insieme valgono due milioni di visitatori. A presentare oggi la neonata associazione sono stati Roberto Urbani, amministratore delegato di Fiera di Genova Spa e vice presidente AIF, Jan Deman, general manager di AIF, il vicepresidente della Feria Valencia, Vicente Villanueva Martinez, e Maria Jesus Puchalt Farinos, del Comune di Valencia. Il prossimo evento targato AIF sarà infatti la Floralia Internacional de Valencia, che si terrà nel 2007.
Scopo dell’associazione è fornire un supporto ai suoi membri nell’organizzazione delle floralies, per realizzare una serie di manifestazioni che competano fra loro in bellezza, professionalità, impatto commerciale per gli espositori. Sinergie internazionali, opportunità commerciali, contatti con il mondo della scienza, scambi tra i settori pubblici e privati del verde, incontri tra professionisti e consumatori sono gli strumenti con cui AIF intende operare.
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Euroflora è anche l’occasione per fotografare l’andamento del mercato florovivaistico in Italia.
I dati 2005
Secondo una rilevazione di Ismea – Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, eseguita su un campione di duemila famiglie, l’indice di penetrazione di acquisto presso la clientela finalenel periodo gennaio-dicembre 2005è stato del45%, contro il 52% del 2004: ciò è dovuto ad una significativa riduzione in alcuni periodi, del numero di acquirenti, compensata in parte da un aumento in altri. La quota di coloro che acquistano sia fiori sia piante è stata del 19,3% (19,7% nel 2004) mentre gli acquirenti di solo fiori e solo piante è stata rispettivamente del 15,2% e 10,8% (contro 15,4 e 16,9%).
La diminuzione di acquirenti ha penalizzato soprattutto il segmento piante in vaso per il quale si è scesi a 14,3 milioni contro i 17,4 milioni del 2004 (-18%) mentre è solo del 2% la flessione che ha riguardato gli acquirenti di fiori recisi. Ciononostante la spesa nel 2005 (marzo-dicembre) è stata di poco inferiore a quella del 2004 similmente a quanto avvenuto nel segmento fiori recisi. La ragione di un afflusso significativamente più basso è da attribuire all’andamento climatico piuttosto negativo nei primi mesi del 2005; molto bene invece la ripresa tra agosto e ottobre.
Questo andamento è in linea con quanto evidenziato dal monitoraggio Ismea effettuato presso le aziende di produzione e presso il canale retail “garden center”. Quest’ultimo, in particolare, registra diminuzioni tendenziali nelle vendite di piante fiorite e verdi da appartamento da gennaio a maggio, ad eccezione di marzo influenzato positivamente dalla Pasqua. Discrete invece le vendite di piante da esterno da marzo in poi.
La spesa complessiva realizzata nel periodo marzo-dicembre 2004 era stata di 1,98 miliardi di euro, relativa ad una popolazione di consumatori di almeno 18 anni. Per l’intero anno comprensivo del primo bimestre si stima un valore di 2,17 miliardi di euro. Nel 2005 la spesa in fiori e piante in vaso si è attestata a 2,06 miliardi di euro confermando la lieve flessione registrata in alcuni periodi dell’anno.
In particolare nel primo semestre il valore realizzato nei diversi periodi è stato sempre inferiore al 2004, specialmente a maggio la cui riduzione tocca il 18%; da luglio a novembre invece gli acquisti riprendono a salire con un picco massimo ad ottobre-novembre (+13%). Si chiude l’anno a dicembre nuovamente con un arretramento del 19%.
La spiegazione di questo andamento va rinvenuta nel minor livello di penetrazione presso la popolazione: tranne i mesi da giugno a novembre in cui si registra un numero di acquirenti maggiore, la frequentazione presso i punti vendita si è infatti ridotta.
Il valore medio della spesa per acquirente è lievemente superiore a quello del 2004 (nel periodo marzo-dicembre) ma diviene inferiore nei mesi di marzo, maggio e nel bimestre agosto-settembre. Nel dettaglio per segmento, nei dieci mesi considerati, vi è un incremento sia nel segmento piante in vaso, il cui valore passa da 17,3 a 19,3 euro sia in quello dei fiori recisi (da 19,6 a 21,2 euro).
La ripartizione della spesa per canale di vendita, vede al primo posto il negozio di fiori che rispetto al 2004 incrementa di circa 2 punti percentuali la propria quota (43,5%), migliora di quasi un punto anche quella dei garden center (20,9%), si conferma al terzo posto il chiosco che insieme alla grande distribuzione specializzata (bricocenter) e non (super e ipermercati) regredisce leggermente.
Per quanto riguarda il profilo dell’acquirente, dai dati Ismea emerge che nel 2005 colui che ha acquistato fiori e piante è preferibilmente una donna, di professione casalinga, lavoratore dipendente o pensionato, risiede prevalentemente nel Nord Italia e soprattutto nel Nord Ovest. A livello di singolo segmento, gli acquirenti settentrionali preferiscono di gran lunga le piante in vaso e anche nel Centro emerge questa preferenza; nel Meridione l’acquisto di fiori recisi è nettamente più diffuso.
Secondo Ismea, se per coloro i cui livelli di reddito sono bassi è plausibile ritenere che la riduzione dei consumi di fiori e piante sia causata da condizioni economiche penalizzanti in seguito agli aumenti dei costi dei consumi primari (energia, gas, beni di consumo in genere), per quelli di reddito alto l’influenza delle aspettativedi reddito non è determinante, mentre potrebbe essere in parte dovuto all’andamento climatico e alla funzione d’uso ricoperta dall’articolo ornamentale. Se si acquista per una ricorrenza, anniversario ecc. la funzione d’uso florornamentale è facilmente sostituibile da altri prodotti, inoltre per fasce di reddito medio-alte l’attrattività di oggetti concorrenziali (cd, profumi, telefonini e prodotti elettronici in genere, ecc.) è elevata.
Gennaio-febbraio 2006
L’analisi dei primi due mesi del 2006 evidenzia un incoraggiante aumento della penetrazione d’acquisto (17,4% contro il 14,6% dello stesso periodo del 2005): è una crescita confermata anche dai singoli dati sulla penetrazione d’acquisto sia sugli acquisti di fiori (11,6% contro 10,2%) che su quelli di piante (8,2% contro il 6,7%).
La spesa cumulata per l’acquisto di fiori e piante nei primi due mesi di quest’anno è stata di poco superiore a 199 milioni di euro, contro i 182 milioni del gennaio-febbraio 2006 (+9,32%).
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Le piante si sa sono soggette alle mode ed ecco arrivare dalla Antonio De Luca Farms di Miami – in container refrigerati lunghi 12 metri sbarcati a Livorno e poi a Genova con un trasporto eccezionale - il podocarpus macrophillus, un sempreverde a forma conica, originario del Giappone, che da qualche anno spopola nei giardini della Florida dopo essere stato scelto da Gianni Versace per realizzare una fittissima siepe nella sua villa di Miami. Adattabilissimo al clima mediterraneo è una delle novità di Euroflora che arriverà sul mercato italiano nei prossimi mesi, a poca distanza dalla bismarkia nobilis, la “palma d’argento” dalle foglie lunghe più di tre metri e dalle bromelie da giardino, tra le quali la aechmea blanchettiana, una varietà particolarmente adatta alla Riviera Ligure, alla Costa Azzurra e alla costiera amalfitana che resiste anche a basse temperature. Apprezzatissime anche la Phoenix reclinata, un particolare tipo di palma che presenta facilmente sei, sette bracci e il pandanus utilis, una pianta dal fascino tropicale con caratteristiche di grande resistenza, gigantesche radici aeree e una singolare crescita a spirale.
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Punta sul chinotto la partecipazione di Savona a Euroflora 2006. Il piccolo albero di agrumi, originario della Cina meridionale, veniva coltivato fino al secolo scorso fino ai bordi della città ed è oggi il simbolo di Savona, oggetto di un’attenzione particolare che lo sta riportando nei giardini pubblici e privati e ne sta rilanciando una coltivazione selezionata di alta qualità che lo ha fatto diventare nel 2004 Presidio Slow Food.
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Correva il rischio di estinguersi per colpa di una tarma scomparsa la palma hawaiana e invece grazie all’impegno di un gruppo di scienziati e di appassionati, in collaborazione con IUCN - l’Associazione Mondiale per la Conservazione, è stata salvata e con un processo di impollinazione manuale riprodotta su larga scala. Acquistandola nel Mercato Verde di Euroflora si sostiene IUCN e il gruppo di specialisti hawaiani coinvolti in questo progetto di conservazione.
Biglietti e informazioni
Il biglietto per Euroflora ha un costo variabile, da 12 a 19 Euro, in base alla data e all’orario d’ingresso. Il ridotto varia da 11 a 14 Euro, i bambini entrano gratis fino a 5 anni, pagano un ridotto a 8 Euro fino a 14 anni; sconti per comitive e gruppi scolastici.
In funzione casse riservate alle comitive e ai biglietti acquistati su Internet ecasse istituite all’interno delle stazioni ferroviarie di Genova Principe e Genova Brignole.
Info line tel. +39 010 9815111 e il sito Internet www.euroflora06.it.
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