Il giardino onirico, il piccolo giardino e il giardino – nido sono i vincitori del concorso Giardini per sognare
Fantasia, tecnica e provocazioni nei 25 progetti presentati
ispirati a criteri di bioarchitettura
Le descrizioni dei progetti
Il “giardino onirico” di GNTP Ingegneri Associati e Marco Cei è il vincitore del primo premio del Concorso “Giardini per Sognare” , la sezione speciale dei 756 concorsi tecnici ed estetici di Euroflora06.
Il secondo premio è stato segnato al “piccolo giardino” di Raimondo Congiu, mentre al terzo posto si è classificato il giardino - nido di Umberto Andolfato.
Un progetto intelligente eseguito in maniera straordinaria in grado di rappresentare il sogno: sono alcune delle motivazioni espresse dalla speciale commissione - formata da Lilia Capocaccia ex Presidente del Parco di Portofino, Liliana Ghisalberti esperta di composizioni floreali, Barth Pallanca designer di giardini, Walter Pironi e Massa giornalisti specializzati e Luigi Ratti paesaggista - che ha assegnato il primo premio del prestigioso concorso al progetto di GNTP Ingegneri Associati e Marco Cei. Il giardino onirico cui si accede attraverso una camera oscura - in cui il tempo viene scandito dal cadere di una goccia d’acqua - comprende al suo interno due piccoli giardini mediterranei disposti come terrazze, non visibili direttamente, ma solo come visioni riflesse in uno specchio. Elemento di natura concreta è il vecchio esemplare di olivo alla sommità di un pendio di erba, omaggio al tempo e alla Liguria. Il piccolo giardino di Raimondo Congiu, si ispira invece ai paesaggi tropicali, alla lussureggiante vegetazione che, dall’entroterra, sconfina sino alla battigia del mare. Un sunto di un angolo esotico costellato di palme, di piante da fiore e da un maestoso olivo millenario accolgono il visitatore che si inoltra, sognando, in questo angolo di pace. Il progettista ha saputo trasmettere questa sua visione di giardino per sognare tanto da aggiudicarsi il secondo premio. Una sosta deliziosa per sognare dove abbandonarsi ai piaceri dell’ozio è la definizione data dalla giuria al giardino – nido di Umberto Andolfato che si è aggiudicato il terzo premio. Il progetto parte da una forma primordiale quale il nido, raffigurato come un involucro avvolgente e protettivo. La struttura leggermente sopraelevata, ha al suo interno una seduta e tutt’ intorno essenze aromatiche e odorose che abbracciano coloro che si trovano al suo interno. Questo giardino per sognare oltre che originale e innovativo è risultato vivibile e realizzabile, caratteristica importante nella difficile scelta dei vincitori.
Standard richiesti infatti prevedevano una copertura “verde” per oltre il 50% dello spazio occupato, l’utilizzazione di piante, elementi architettonici, arredi e illuminazioni volti ad esaltare una concezione innovativa del verde.
Da segnalare il letto per sognare realizzato con cuscini vegetali e coperte di tappeto erboso di Gabriella Innocenti, che ha ottenuto una menzione per l’originalità.
Dall’esame dei progetti, curati prevalentemente da giovani progettisti desiderosi di stupire il grande pubblico con proposte accattivanti e d’avanguardia, sono emerse un’elevata qualità delle idee, fantasia, inventiva, tecnica ma anche la voglia di stupire e provocare. Caratteristica comune a tutti i progetti in concorso, la volontà di applicare i principi della bioarchitettura con l’impiego di materiali compatibili. I premi assegnati prevedono una vincita in denaro: 2500 euro per il primo premio, 1500 per il secondo e 1000 euro per il terzo.
Qui di seguito tutti i progetti destinati a stupire il pubblico di Euroflora:
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Pocket Gardendi Francesco Gazzabin è l’esempio di un giardino “tascabile”. Il progetto è ispirato ai giorni nostri in cui è sempre minore lo spazio da dedicare al verde. Il giardino è pensato sotto forma di contenitore per accogliere, con la massima flessibità dispositiva alcuni elementi fondamentali del giardino italiano ed orientale. Un Viale Alberato, un Ninfeo, un Parterre de broderie, l’Ortus Conclusus, il Giardino Zen sono alcuni degli elementi del Pocket Garden, da assemblare a piacimento.
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L’acqua è l’elemento fondamentale de “L’ecogiardino delle Illusioni” di Marco Rismondo, progetto che si ispira alla zona del Basso Piemonte.
Il progettista - attraverso ruscelli, laghetti e fontane - ha voluto proporre un giardino che non “giochi” con questa fonte esauribile ma che la recuperi attraverso tubi drenanti rivestiti di fibra di cocco che garantiscono una più lunga durata ed una maggiore efficacia nel convogliarla in una vasca che può essere utilizzata per l’irrigazione del giardino, oltre che ad ospitare pesci, piante ed altri graziosi ed utili ospiti. Un sentiero che si intreccia con il corso dell’acqua, richiama da una parte i sentieri di montagna, dall’altra vuole dare un senso di armonia tra Uomo e Natura.
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Nel progetto “Il Giardino dei giorni rubati” di Francesca Calamita e Matteo Arfanotti, l’albero rappresenta l’essenza stessa del giardino, colui che muta con il ciclo delle stagioni, colui che vive, cresce e accompagna il cammino della vita. Un altalena saldamente ancorata all’albero rappresenta - per l’ideatore – l’anima e la capacità di sognare degli uomini: sogni di bambino, di fanciullo tutti proiettati verso un futuro fantastico e sogni di adulto, di vecchio, quindi sogni più nostalgici che si confondono con i ricordi e si rivolgono al passato.
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Una distesa di cactus alternati a soffice ovatta rosa, dove fluttuano e cadono bolle di sapone – che stanno a rappresentare i sogni infranti e i sogni realizzabili - creano lo scenari o del progetto intitolato “dreams – bubbles” di Anne Diete e Lulu Dombois. I progettisti, attraverso il loro giardino, invitano i visitatori a liberare la mente per aiutare così i sogni a diventare realtà.
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Un giardino di delizie e meraviglie, con una piccola collezione di erbe aromatiche arricchita da sculture e giochi d’acqua che esprimono il desiderio insito in ogni uomo di nutrirsi dei prodotti della terra è il giardino per sognare proposto da Lorena Raspanti. Il progetto è articolato in tre spazi dove la natura, prima si piega in dolci pendenze a racchiudere il percorso ed infine si alza verso il muro della casa – altro elemento architettonico - per ricoprirlo e fonderlo con lo spazio verde.
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Un luogo al di fuori del tempo dove la natura spontanea, in assenza del giardiniere, ha preso il sopravvento; dove la vegetazione predominante di graminacee si espande sul parterre di mosaico di ciottoli, e le lastre di pietra turchina dei camminamenti appaiono come isole alla deriva tra il folto dell’erba. Il bagliore di un ulivo ha infranto le lastre in cerca della luce… la sua argentina presenza fa da contrasto alla calma circostante e suggerisce una metamorfosi della pietra in pianta. Questo è il sogno di Gabriele Gelatti che ideato il “Giardino senza tempo”.
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Un percorso onirico che porta l’uomo sognante dal lontano passato al futuroè il significato di questo complesso progetto proposto dalla AF Progetti di Andrea Faccio e Gabriella Fenoggio. Il passato è rappresentato dalla rosa, leggera e vivace ma, con le sue spine, aggressiva e pungente. Il presente viene raffigurato dalle piante grasse, così geometriche e difficilmente avvicinabili, che però sanno regalare fioriture delicate, mentre il futuro – dove l’acqua guidata dalla mano dell’ uomo potrebbe ritrovare la sua natura – è nelle graminacee caratterizzate da foglie diverse sia per forma che per colore.
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Di Alma Repetto è il “Giardino Aureo”, un luogo magico dove mediante la lettura del linguaggio degli elementi naturali si scopre il proprio io. La forma evoca il rettangolo aureo per poi costruire la spirale aurea che nel progetto nasce da una linea retta e si chiude con un cerchio. L’idea dei progettisti è quella di creare un giardino da percepire visivamente con le forme e i colori, ma anche con il contatto, i profumi e i suoni.
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Attraverso un mare di girasoli su ghiaino bianco si vede in lontananza una vegetazione alta e fitta di bambù: quest’isola verde si apre nel riflesso degli specchi di un lago circolare con ninfee galleggianti. Sull’ isola che non c’è di Marialodovica Delendi , lo spettatore viene invitato ad entrare sulla piattaforma di legno e a meditare sull’acqua tra le ninfee.
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Il “Giardino per Sognare” di Massimo Poggi è pensato come un’oasi di riposo: viene così realizzata una panchina con seduta e spalliera in muratura contenente un terrapieno verde con magnolie, photinie, gruppi di lantane, rose coprisuolo, rododendri e piante di bosso. Una voliera centrale con al centro una speciale vasca in resina con giochi d’acqua su vari livelli, un prato erboso e una piccola bordura realizzata con piante tipo cyperus papyrus e athyrium (felci) fungono da sfondo.
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Un brano di campagna , un angolo incolto e selvaggio in cui la città, che si contrappone a questo paesaggio bucolico, è rappresentato mediante immagini tratte da sovrapposizioni di skyline di metropoli contemporanee. Il parterre è costituito da graminacee a composizione libera, proprio per indicare un atto di rottura con la concezione attuale del giardino, in cui domina il tappeto erboso sempre verde. A completare il quadro, in questo paesaggio semi-naturale trovano posizione di contrasto tre enormi palloni rossi in lattice, allegoria e sintesi dell’immagine dei papaveri nei campi e uno spaventapasseri. Questo giardino è proposto da A. Gambardella, L. Masciotta, S. Ottonello, N. Rossi e F. Sposeti.
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La stanza dei fabbricatori di sogniè il titolo del progetto curato dalla Facoltà di Architettura dell’ Università di Genova che ricrea l’interno di una stanza del sonno, con alcune finestre al di là delle quali prendono forma e si materializzano alcuni sogni. Unico elemento che accomuna le rappresentazioni è la presenza di bauli, oggetto/soggetto che accumulano significati, ricordi e lunghi viaggi. Bauli su bauli proposti con diversi contenuti e temi, tutti volti a stimolare l’immaginazione del visitatore.
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La Piramide Aeroponica di Nuova Verdi Impianti di Stefano Carità e Carlo Pastorino si ispira all’omonima tecnica di coltivazione molto diffusa nel settore orticolo e nella produzione di fiori recisi. Questa proposta porta la tecnologia aeroponica all’esterno, laddove vi è scarsa accessibilità, problemi di peso, difficoltà di manutenzione. L’allestimento vuole provocare un interesse in questa direzione per stimolare la fantasia e la curiosità di chi si pone il problema del verde nelle aree fortemente urbanizzate. Il pubblico verrà a conoscenza di questa tecnologia con la suggestiva visione delle radici illuminate da lampade fluorescenti che pendono nella nebbia da un soffitto blu scuro come meteore nella notte.
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La Porta dei Sogni di Emanuela Morelli ha come principio guida quello di coinvolgere tutti i sensi dell’uomo. Il giardino è delimitato dalla parte del pubblico da una parete opaca composta da tre porte di diversa grandezza che portano al sogno. Una piccola dove sembra possibile solo il passaggio dei bambini, una a misura d’uomo e una alta, dove per sporgersi bisogna alzarsi sulle punte dei piedi. Il sogno è rappresentato in uno spazio molto piccolo e “protetto” da un’alta siepe informale di arbusti mediterranei. La verticalità dell’albero, un leccio, posto al centro della composizione, simbolo della natura e della vita è enfatizzata da un prato semplice e pulito. Un tappeto di gardenie bianche ne definisce il contorno e diffonde il profumo coinvolgendo l’olfatto.
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Questo giardino proposto da Nausikaa Ramati Mandana vuole essere una rappresentazione della vita, sempre sospesa tra razionalità e sogno. La sua composizione prevede forme geometriche come il vortice e la spirale inserite in un contesto vegetale avente come fulcro generatore una vasca tonda centrale. All’esplosione radiale delle bordure di erbe aromatiche si accosta la spirale del sogno e del movimento, coinvolgendo sia la geometria dei riquadri tappezzati a prato e guarniti da cespugli fioriti, sia dei riquadri con erbe aromatiche disposte a tappeto.
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In chiave moderna, minimalista e spirituale questo progetto di Anna Pisani e Danilo Demi si rifà al esempio del giardino persiano massima espressione del paradiso e del modello quadripartito – quattro porzioni di giardino - che ha avuto estrema importanza in molte culture, tra cui quella occidentale. Attraverso quindi la scomposizione dell’impianto geometrico quadripartito si crea uno spazio che simbolicamente vuole riproporre il paradiso perduto, sognato nei secoli. Al centro è collocata una vasca d’acqua mentre sono numerosi gli elementi vegetativi tra cui arbusti, latifoglie, conifere e masse arboree d’altezza media.
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In questo progetto di Caterina Mandibola il giardino reale e quello sognato si sovrappongono e s’intersecano; il prato luogo di meditazione è parte viva del giardino. Un percorso immaginario lo attraversa sintetizzando al suo interno le forme della natura attraverso elementi inanimati: specchi, vetri, metallo. Il graduale mutamento, dalla naturalità assoluta a quella formalmente schematizzata, evoca un passaggio dalla realtà al sogno. Le succulente con le loro forme decise e scultoree campeggiano tra i materiali inerti, mentre le graminacee e le essenze della macchia mediterranea avvolgono la zona dove indugiare protetti da una natura amica.
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Il progetto “meditazione” di Gabriella Pavan prevede un piccolo spazio circolare perimetrato da un muretto d’ altezza variabile e realizzato con ciottoli di colore azzurro che riprendono la tonalità delle foglie di eucalyptus populifolia posti al centro del cerchio a formare un triangolo. Di forma triangolare è anche la stuoia per la meditazione appoggiata al tappeto erboso realizzato in Dycondra repens. La purezza delle linee ed i colori delicati creano la perfetta atmosfera necessaria alla meditazione.
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Il cielo in una stanza di Callari Carlo vuole essere un elogio al sonno quale oniriche visioni: al centro di una stanza priva di pareti ma lambita da muri ideali evocati da materiale vegetale a basso sviluppo, trova sede una vasca colma d’acqua. Al suo interno, tra gruppi di piante acquatiche e pesci rossi, è posato un letto emblema della sede dell’affetto, della vicinanza fisica e dell’amore. La componente vegetale del giardino è interamente giocata sull’uso di piante sonnifere, mutuare dalla fitoterapia e dotate di una buona resa estetica.
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Alcune categorie di oggetti caratteristici delle discariche - come rifiuti elettrici ingombranti, copertoni d’auto usati e sanitari dismessi – vengono utilizzati come elementi compositivi per creare un giardino articolato e curato nei dettagli, ricco di specie vegetali rare e ricercate. Questo progetto ideato da il Gruppo A. Piè, vuole far riflettere sul tema dell’impatto dei rifiuti umani sull’ambiente naturale.
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Questo progetto di Maria Irina Mantello intende organizzare una composizione per coinvolgere l’acqua lungo un morbido e articolato percorso che scivola tra le piante. L’acqua si acquieta e scompare inghiottita nel flusso, entro colonne verticali che appaiono di fronte a un “scenari o onirico” come volere individuare le realtà di un “giardino idrofilo”, dove rose e un prato rigoglioso si vantano del bell’ aspetto al di là della prigione d’acqua simboleggiata dalle colonne.
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Blu Landdi Monica Viarengo racconta la storia di una terra magica arrivata dal mare su una zattera blu. La terra plasmata a forma di onde proviene da un luogo onirico dove tutto è possibile; nel suo viaggio è accompagnata da piante originali del bacino del Mediterraneo. Le onde di terra ricoperte di un tessuto blu che le veste come un guanto prendono la forma di animali marini di corpi stesi addormentati. Il giardino metafora della vita del suo autore evoca il desideri di una terra promessa che non arriva mai dove sogno e realtà coincidono.
The projects description
The "dreamlike garden" by GNTP Ingegneri Associato and Marco Cei is the winner of the contest "Gardens to dream", the special section of Euroflora's 756 technical and
aesthetic contests. The second prize was awarded to the "small garden" by Raimondo Congiu, while Umberto Andolfato's nest – garden ranked third.
A clever and perfectly implemented project, capable of representing the dream world: these are some of the reasons why the special Commission –made up of Lilia Capocaccia
(former President of the Portofino Park), Liliana Ghisalberti (an expert in flowerarrangements), Barth Pallanca (garden designer), Walter Pironi and Mr Massa (sector
journalists), and Luigi Ratti (landscape designer)- which awarded the first prize of the prestigious contest to the project conceived by GNTP Ingegneri Associati and Marco Cei.
The dreamlike garden, to which access is gained through a darkroom and where time is ticked away by a water drop falling- includes two small terraced Mediterranean gardens,
which cannot be seen directly, but only as images reflected in a mirror. Nature is physically represented by an ancient olive tree on top of a grassy hill, a tribute to time
and Liguria. Raimondo Congiu's "small garden" draws inspiration from tropical landscapes and the lush vegetation which, from the inland areas, reaches the seashore. An exotic corner featuring palms, flower plants and a majestic, centuries-old olive tree will welcome all those visitors who, dreaming, will go deep into this peaceful haven. The designer managed to convey his concept of a garden to dream, and was awarded the second prize. A delightful place to dream and enjoy the pleasure of idleness – this is the Jury's definition of Umberto Andolfato's nest – garden. The project starts from a primordial element, the nest, represented as a comfort able and protective -casing-.
This
construction, slightly elevated, hosts a seat inside it and features a series of aromatic,
sweet-smelling essences which surround the persons inside it. This garden to dream is
not only very original and creative, but also proved to be enjoyable and 'feasible', an
important feature taken into account in the difficult selection of the winners.
Indeed, required standard features included the green "lining" of more than 50% of the
area available and the use of plants, architectural elements, furniture, and lighting, aimed
at promoting an innovative concept of greenery.
The bed to dream, created by Giovanna Innocenti using vegetable pillows and turf lining,
should be mentioned too, and received a special mention for its original features.
The projects submitted, mainly conceived by young designers willing to surprise the large
public with endearing and innovative solutions, highlighted top-quality ideas, imagination,
creativity, and excellent technical skills, but also the wish to stun and be provocative.
A
feature shared by all the projects taking part in the contest was the will to apply bioarchitecture
principles and use environmentally-friendly materials. The prizes awarded
amount to 2,500 Euros for the first prize, 1,500 Euros for the second and 1,000 for the
third.
Here are the projects which are already delighting Euroflora's visitors:
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Pocket Garden by Francesco Gazzabin is an example of a "pocket-sized" garden. The
project takes inspiration from modern times, when the space available for gardens and
greenery is getting smaller and smaller. The garden is conceived as a container, capable
of hosting some elements typical of Italian and Eastern gardens with the most flexible
possible arrangement: a tree-lined alley, a Nymphaeum, a Parterre de broderie, the Ortus
Conclusus, and the Zen garden are some of the leading elements of the Pocket Garden,
which can be arranged and assembled to taste.
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Water is the core element of "the eco-garden of illusions" by Marco Rismondo, a
project drawing inspiration from the landscapes of Southern Piedmont.
The designer used brooks, ponds and fountains to create a garden which does not "play"
with this extinguishable resource, but, rather, recovers it through draining pipes lined with
coconut fibre, which ensures longer life and increased effectiveness in conveying water to
a tank which can be used to irrigate the garden, as well as to host fish, plants and other
nice, useful "guests". A trail criss-crosses the brook, on the one hand reminding of
mountain tracks, on the other conveying a sense of harmony between Man and Nature.
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In Francesca Calamita's and Matteo Arfanotti's project "The garden of stolen days", a
tree represents the purest essence of the garden; the tree changes as the seasons
change, the tree lives, grows, and follows the course of life. A swing tightly secured to the
tree represents –in the designer's mind- the soul of men and their ability to dream:
children's and young people's dreams, looking ahead at a fantastic future, and adults' and
old people's dreams, more nostalgic, blending with memories, and looking back at the
past.
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An extensive display of cactuses and soft pink cotton wool, where soap bubbles float and
crash - representing achievable and shattered dreams- are the setting of the project
entitled "dreams – bubbles" by Anne Diete and Lulu Dombois. Through their garden,
the designers encourage visitors to free up their mind to help dreams come true.
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A garden of wonders and delicacies, including a small collection of herbs as well as
sculptures and water displays, expressing every man's wish to feed on the fruits of the
earth, is the garden to dream proposed by Lorena Raspanti. The project develops over
three areas where the landscape first extends along gentle slopes around the area
itinerary, and then rises towards the house's wall –another architectural element- to cover
it and absorb it into the greenery.
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A timeless place, where, in the absence of the gardener, spontaneous nature has gained
ground; where the prevailing gramineous plants grow on the cobble-mosaic parterre, and
the turquoise stone tiles of the trails look like islands scattered among the thick grass. A
shining olive tree has found its way through the tiles looking for light … its silver-like
presence contrasts with the surrounding quietness and looks as if stone were turning into
a plant. This was Gabriele Gelatti's dream, the designer that conceived the "Timeless
garden".
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A dreamlike itinerary leading the dreaming man from the remote past to the
future – this is the meaning of this complex project proposed by Andrea Faccio's and
Gabriella Fenoggio's AF Progetti. The past is represented by the rose, a light and cheerful
flower which, however, with its thorns, can also be aggressive and hurt. The present is
represented by succulents, with their geometric shape and so difficult to get close to, but,
at the same time, capable of delighting us with delicate flowers; while the future –where
water, guided by man's hand could re-discover its real nature- is embodied by gramineous
plants, with leaves having very different shapes and colours.
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Alma Repetto is the creator of the "Golden garden", a magic place where, by reading
the language of natural elements, people can find their real self. The garden's shape
evokes the golden rectangle, and then forms the golden spiral, which in the project starts
from a straight line and then closes with a circle. The designers' idea is to create a
garden that should be visually perceived with its shapes and colours, but also physically
felt through the sense of touch, as well as through smells and sounds.
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Through a sea of sunflowers arranged as a double spiral –a metaphor of life- high, thick
bamboo vegetation appears in the distance: this island is reflected in a mirror-like round
lake with floating water-lilies. An initiation path symbolically leads to the central core,
which generates a circumference, symbol of infinity. On Marialodovica Delendi's
"Neverland" visitors are invited to walk on the wooden platform and meditate on the
water among the water-lilies, in a kaleidoscope of reflected images. It is a dynamic,
symbolic area whose composition is based upon the simple shapes of sacred geometry.
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Massimo Poggi's "Garden to Dream" is conceived as a restful oasis: therefore, a
bench has been built, with masonry back and seat, containing a green embankment
with magnolias, photinias, groups of wayfaring-trees, ground cover roses, rhododendrons,
and box trees. The background consists of a central aviary featuring a special resin tank
in the middle, with multi-level water displays, a grassy meadow, and a small border with
cyperus papyrus and athyrum plants (ferns).
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A countryside stretch, a wild, unkempt corner where cities- juxtaposed to this bucolic
landscape- are represented through pictures of overlapping skylines of contemporary
metropolises. The parterre is formed by freely-arranged gramineous plants on a large
ever-green turf; the plants' free arrangement symbolises the total fracture with the
current conception of gardens. This semi-natural landscape is completed by three
contrasting huge red latex balls, an allegory and a all-encompassing representation of
poppies in the fields, and by a scarecrow. This garden is proposed by A. Gambardella, L.
Masciotta, S. Ottonello, N. Rossi and F. Sposeti.
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"The room of dream-makers" is the title of another competing project, conceived by
the Faculty of Architecture of the University of Genoa, which recreates the inside of a
sleeping-room featuring some windows, beyond which some dreams appear and take
shape. The only element common to the various reproductions is the presence of trunks
–meant as both objects and subjects- which contain meanings, memories, and long trips.
Plenty of trunks, all containing different things and having different themes, all aiming at
inspiring the visitors' imagination.
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The Aeroponic Pyramid by Stefano Carità's and Carlo Pastorino's Nuova Verdi Impianti
takes inspiration from the aeroponic cultivation technique, very widespread in the
vegetable-gardens sector and in the production of cut-flowers. This project takes the
aeroponic technique outdoor, wherever there are limited accessibility, weight or
maintenance problems, and aims at raising the public's interest towards this technique,
and at arousing the curiosity and imagination of those who are aware of the problem of
greenery in highly urbanised areas. The public will learn about this technology thanks to
the charming representation of roots lightened by fluorescent lamps, hanging amidst the
fog from a dark blue ceiling, like shooting stars in the night.
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The guiding principle of the "Door of Dreams" by Emanuela Morelli is to stimulate all
the human senses. On the public's side, the garden is enclosed by an opaque wall,
consisting of three doors, leading to dreams and having different sizes: a small one,
which only children seem to be able to pass through; a man-sized one; and a very high
one, where one needs to stand on tiptoe to lean out. Dreams are represented by a very
small area, protected by a high hedge of Mediterranean shrubs. An evergreen oak
located in the middle of the garden is the symbol of nature and life; its imposing presence
is further highlighted by the surrounding simple, clean meadow, while a carpet of white
gardenias defines the meadow borders, releasing a sweet scent.
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This garden, proposed by Anna Pisani and Danilo Demi, is meant to represent life,
always suspended between rationality and dreams. The garden features geometric
shapes, like a whirlpool and a spiral, arranged within a vegetable setting ideally revolving
around its driving force, a central round tank. The radial "explosion" of the borders of
herbs harmonises with the dream-and-movement spiral, creating geometric shapes which
also blend with the squares of meadow and flowering bushes and those featuring carpets
of aromatic plants.
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Taking a modern, minimalist and spiritual approach, the project "A garden named
Esperanto" by Nausikaa Mandana Rahmati draws inspiration from Persian gardens,
the highest embodiment of paradise and of the four-quadrant style (four garden
portions)- which has always been very widespread in many cultures, from Kashmir's
landscapes to patios in Spain. The four-quadrant geometric arrangement is therefore
undone to create a garden which symbolises the "paradise lost", dreamt of through the
centuries. A water basin is located at the centre, representing life, while the vegetation
represents ancient Persian gardens, also represented, in the wide scenario of
communication between peoples, by Esperanto, a universal language which goes beyond
any ethnic, political, and religious difference.
***
In Caterina Mandibola's project "Pieces of a dream", real and dreamt-of gardens
overlap and criss-cross; the meadow, a place for meditation, is a living part of the
garden. An imaginary path runs through it, hosting different expressions of nature,
represented by inanimate elements: mirrors, glass, metal. The gradual change from a
purely natural environment to a formally arranged one, represents the passage from
reality to dreams. Neatly-shaped and sculpture-like succulents rise among inert materials,
while gramineous plants and the essences of Mediterranean maquis surround an area
where visitors can linger on protected by a friendly nature.
***
Gabriella Pavan's "meditation" project features a small circular area enclosed by a
variable-height wall; the wall has been built using light-blue cobble stones which have the
same shade of colour of the leaves of the eucalyptus populifolia, located in the midst of
the circle in the shape of a triangle. The meditation mat lying on the Dycrondra repens
turf has a triangular shape too. The pure lines and the delicate colours create the perfect
atmosphere for meditation.
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"The sky within a room" by Carlo Callari and Marco Cillis, is meant to be a tribute to
sleep meant as a place where dreamlike visions take shape: a basin filled with water is
located in the middle of room which has no real walls, but is surrounded by virtual ones,
represented by low vegetation. Inside the basin, among groups of aquatic plants and
goldfishes, lies a bed, the symbol of a place of affection, physical closeness, and love.
The garden's vegetation mainly consists of sleeping plants, taken from phytotherapy and
aesthetically pleasant too.
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Some objects easily found in landfills – like bulky electrical appliances, used tyres and
old sanitary fittings- are used as constituent elements to create a complex garden,
featuring rare and refined vegetable species and a great care for details. This project,
conceived by Gruppo A. Piè, aims at raising awareness on the impact of human waste on
the natural environment.
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This project by Maria Irina Mantello aims at creating a special setting to channel water
along a soft course flowing through the plants. Water calms down and disappears,
swallowed into vertical columns rising in front of a "dreamlike setting", as if to capture the
real features of a "hydrophilous garden" where roses and a lush meadow boast their
wonderful appearance juxtaposing it to the "water prison" represented by the columns.
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"Blu Land" by Monica Viarengo tells the story of a magic land, arrived from the sea on a
blue raft. The waving land comes from a dreamlike place where everything is possible; it
was accompanied in its trip by plants from the Mediterranean basin. The soil waves lined
with a blue fabric which dresses fits it like a glove takes the shape of sea animals, of
sleeping lying bodies. The garden, a metaphor of the author's life, evokes the wish for a
promised land which can never be reached, where dreams and reality coincide.
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Tel. +39. 010.5391394 - 206
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