Il Salone della ristorazione scolastica diventa nazionale
Qualità e sostenibilità per un mercato in crescita
(Genova, 6 luglio 2006) Presentazione oggi a Milano per la SCUOLA DEI SAPORI, il primo progetto fieristico italiano dedicato alla ristorazione scolastica di qualità. Nata nell’ambito di ABCD – la grande fiera dedicata alla scuola, all’università, alla ricerca e all’ impresa - SCUOLA DEI SAPORI giunge quest’anno alla sua terza edizione puntando ad ampliare la sua gamma espositiva, rivolgendosi all’intero mercato nazionale. All’incontro sono intervenuti, per Fiera di Genova Spa, il presidente Paolo Lombardi e il responsabile di ABCD Rino Surace e, Amina Ciampella, tecnologo alimentare e dirigente dei Servizi per la scuola – Servizi di ristorazione del Comune di Genova.
La collaborazione Fiera di Genova e Comune di Genova - avviata nel 2004 con il duplice obiettivo di coinvolgere i principali Comuni d’Italia e di avvicinare gli operatori della ristorazione scolastica ad un pubblico di aziende, associazioni e professionisti - compie quest’anno un salto di qualità per attrarre un significativo numero di Amministrazioni municipali interessate ad allargare il numero dei contatti con le imprese e a confrontare i diversi sistemi di ristorazione scolastica a livello nazionale.
Oltre 100 Comuni sono stati coinvolti, in fase progettuale, nella realizzazione del Salone ed è in corso la costituzione di un comitato guida a cui hanno già aderito, tra gli altri, Roma, Torino, Verona, Catania e Prato oltre a numerosi altri Comuni che hanno svolto nel settore un riconosciuto ruolo pilota.
Fondamentale anche il patrocinio, per l’edizione 2006, del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a denotare la funzione educativa/didattica del salone, che si esprime attraverso iniziative specifiche rivolte a scuole, docenti e alunni. In via di definizione patrocini e partnership con AIAB-Associazione Italiana Agricoltura Biologica, AIC-Associazione Italiana Celiachia, UNICEF, AITA – Associazione Italiana di Tecnologia Alimentare, ANDID-Associazione Nazionale Italiana Dietisti, CNCU-Consilgio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti e Sinupe-Società Italiana di Nutrizione Pediatrica.
Lo scenario
Il Ministero della Salute indica la scuola quale mezzo per correggere abitudini alimentari errate e arginare patologie quali bulimia, anoressia e obesità infantile. I dati mettono in luce uno stile di vita prevalentemente caratterizzato da un elevato numero di ore quotidiane dedicate ad attività sedentarie e da scarso impegno motorio. Sul versante nutrizionale, la dieta dei bambini italiani risulta, in generale, iperproteica (15%) con eccesso di assunzione di proteine di origine animale, iperlipidica (32-38%) con elevato intake di grassi saturi e ipoglucidica (48-52,9%) con eccessivo apporto di zuccheri a rapido assorbimento. Le linee guida tracciate dal Ministero consigliano di suddividere l’assunzione giornaliera di alimenti in 4-5 pasti con una ripartizione calorica ponderata su colazione + spuntino (20%), pranzo (40%), merenda (10%) e cena (30%). A questo proposito la scuola può fornire un contributo fondamentale ricorrendo alla refezione scolastica con una proposta dietetica bilanciata e controllata quali-quantitativamente da personale competente, coinvolgendo e sensibilizzando anche i genitori.
Secondo una ricerca condotta da Ristorando, con 775.800.000 Euro di ricavi le 60 aziende italiane leader nella ristorazione scolastica rappresentano il 29% dell’intero mercato della ristorazione collettiva e uno dei segmenti più interessanti e delicati. I pasti serviti nel 2005 in ambito scolastico sono 250 milioni, con un incremento di oltre il 10% rispetto al 2002 con 225 milioni di pasti serviti e di oltre il 16% rispetto al 1999 con 214 milioni di pasti serviti. Il Comune di Roma, con 140mila pasti giornalieri, è il ristorante per bambini più grande d’Italia. La crescita è dovuta all’incremento dell’occupazione femminile, alla diffusione dell’orario scolastico prolungato e all’ampliamento delle attività di ristorazione nelle scuole private, ma anche a una maggiore fiducia nelle famiglie verso un servizio sempre più qualitativamente soddisfacente e capace di rispondere alle esigenze dei singoli come la possibilità di seguire particolari regimi dietetici a seguito di patologie o al rispetto delle tradizioni etico-religiose.
Dati ACU – Associazione Consumatori Utenti, riferiti a rilevazioni effettuate negli ultimi due anni scolastici nell’ambito del progetto “Mangiare Fuori Casa” cofinanziato dal Ministero delle Attività Produttive, mostrano in aumento il trend di delegare in outsourcing la preparazione dei pasti: +20% in appalti a privati e +10% verso aziende municipalizzate. In crescita anche i costi per il consumatore (+17,24%) con una spesa media per pasto attestata intorno ai 3.70 euro. Ciò corrisponde ad un incremento medio annuo di 0.14 euro, in valori assoluti, e 4,31% in valori percentuali. Secondo l’Osservatorio prezzi e tariffe 2006 di Cittadinanzattiva il costo medio affrontato dalle famiglie italiane per i servizi di ristorazione scolastica (per ogni figlio) è di 680 Euro all’anno per la scuola dell’infanzia, di 688 Euro per la scuola primaria. La Regione più conveniente è la Calabria con 478 Euro di spesa annua, la più cara è con 1.104 Euro l’Emilia Romagna per la scuola dell’infanzia.
Le iniziative interattive
Confermate le iniziative interattive che hanno ottenuto un alto indice di gradimento nel 2005. Nel Secondo Campionato Italiano della Ristorazione Scolastica si sfideranno i cuochi delle cucine comunali, i cuochi delle aziende di ristorazione e gli allievi degli istituti alberghieri mentre il Concorso "In tutte le salse", avviato nel 2005 e giunto quest’anno alla fase finale, vedrà impegnati gli alunni delle scuole partecipanti nella presentazione di una salsa “tipica”, realizzata cioè con ingredienti tipici del territorio.
La Conference
Qualità valutabile, qualità sostenibile e qualità rintracciabile nella ristorazione scolastica saranno i punti cardine della conference in programma mercoledì 22 novembre cui parteciperanno esperti in campo alimentare, rappresentanti del mondo della scuola e delle imprese, istituzioni e Pubbliche Amministrazioni. Nelle prima sezione della conference saranno messe a confronto le esperienze dei Comuni sui sistemi di valutazione della qualità dei Servizi di ristorazione, nella seconda l’argomento sul tappeto sarà lo studio dell’Università di Cardiff sul modello italiano di qualità sostenibile in rapporto al modello europeo. La terza sezione vedrà protagoniste le aziende con le loro esperienze sul tema della tracciabilità di filiera e di prodotto.
Per un contatto diretto tra domanda e offerta, le aziende partecipanti organizzeranno una serie di seminari e incontri tecnici.
L’ingresso a SCUOLA DEI SAPORI è gratuito, riservato a docenti e operatori accreditati.
Per informazioni:
Ufficio Stampa Fiera di Genova
Giusi Feleppa – Matilde Bardella
+39 010 5391211-394 giusi.feleppa@fiera.ge.it stampa@fiera.ge.it
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