Slow Fish chiude la sua terza edizione con un bilancio più che positivo.

Oltre 46 000 i visitatori complessivi registrati fino alle 17,30 di oggi, quando gli organizzatori hanno deciso di rendere libero l'accesso dato che molti espositori avevano esaurito i prodotti in vendita e chiuso le bancarelle.
Oltre 1200 persone hanno partecipato ai Laboratori dell’Acqua, seminari tenuti da ricercatori ed esperti di prestigio internazionale. Grande affluenza anche alle conferenze organizzate nell’area della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, presso gli spazi dei Presìdi e delle comunità della pesca e nello stand dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.
Oltre 900 bambini e 60 insegnanti di 32 classi delle scuole materne, elementari e medie, hanno partecipato ai 16 percorsi di Fish tales, attività di educazione alimentare e del gusto. A conferma della rilevante presenza di giovani alla manifestazione, centinaia di studenti delle scuole superiori hanno preso parte all’iniziativa Che pesci prendere?.
Più di 3 tonnellate di pesce fresco sono state vendute al Mercato di Slow Fish, dove il cosiddetto pesce povero è stato tra i più acquistati, con triglie e palamite in testa, seguite da ricciole a tranci, moscardini e seppie.
Tra i prodotti che hanno maggiormente suscitato l’attenzione del pubblico le spagnole percebes, piccoli molluschi dalla superficie rugosa che si pescano in Galizia e che devono la loro particolare bontà al vigore delle onde dell’oceano Atlantico che si infrangono contro le rocce sulle quali crescono. Spazio anche per i vegetariani grazie alle alghe dell’oceano Atlantico preparabili con diverse e fantasiose ricette: dalla semplice insalata alle più complesse zuppe e ratatouille. E poi pane, formaggio d’alpeggio, biscotti e paté, il tutto a base di alghe. Ha dovuto chiudere nel primo pomeriggio di oggi il punto degustazione di Superwhites - le etichette selezionate da Slow Food per rappresentare la qualità dei vini bianchi friulani in tutto il mondo.

All’Enoteca, nei 4 giorni di Slow Fish sono state stappate circa 12 000 bottiglie, per un totale di 70 000 assaggi di vino. Il cous cous trapanese è stato tra i piatti più gettonati tra quelli offerti al Bistrot (in tutto 25 000 degustazioni), insieme alla pasta De Cecco e al pesce crudo di Nando Fiorentini.
Inedito per il palato italiano, l’abbinamento tra le birre e il pesce ha riscosso un grande successo sia nel Mercato, con un punto vendita di birre di piccoli produttori artigianali, sia in uno dei 20 Laboratori del Gusto, in cui la bevanda è stata accostata al pesce affumicato.
Sempre tra i Laboratori, grande interesse per quello che ha proposto l’abbinamento tra distillati e pesce crudo. Tra le novità di quest’anno, infine, molto affollati gli Incontri con le comunità del cibo, dove il pubblico, oltre ad assaggiare i loro prodotti, ha potuto conoscerne la storia dalle parole dei diretti interessati.
Numeri da record anche per le 8 Osterie e Isole del Gusto: rispettivamente oltre 5 000 pasti completi e più di 15 000 degustazioni serviti.
Da un piccolo sondaggio tra gli avventori risulta che tra i piatti più graditi ci siano la trota della Val Borbera all’Osteria della Regione Piemonte, il “boreto” di branzino con polenta servito con un Refosco dal peduncolo rosso al ristorante del Friuli e il cosiddetto pesce “disimparato”, come patassioli e sugarelli, nello spazio degustazione di Slow Food Campania.