Genova, 23 ottobre – 1° novembre 2009
Momento di divulgazione, riflessione e intrattenimento, arena per l’incontro e il confronto tra i big della ricerca internazionale e il grande pubblico, quest’anno il Festival sceglie un tema chiave particolarmente significativo in un’epoca attraversata da crisi, dubbi e incertezze: il Futuro.
Il Festival, ideato e organizzato dall’Associazione Festival della Scienza, in partnership con Regione Liguria, CNR- Consiglio Nazionale delle Ricerche, Provincia di Genova, Comune di Genova, Compagnia di San Paolo e Telecom Italia, presenta programma di grande spessore culturale e scientifico, nel quale si intrecciano una lunga serie di eventi studiati per stimolare l’interesse del pubblico di qualsiasi età, livello di conoscenza, matrice sociale. Mostre, laboratori, percorsi didattici interattivi, exhibit fotografici, conferenze, tavole rotonde, workshop, spettacoli teatrali, installazioni interattive, performance musicali e proiezioni cinematografiche costituiscono un corpus in grado di superare la tradizionale contrapposizione tra cultura scientifica e umanistica, interpretando e raccontando la scienza con un approccio contemporaneo, grazie alle sperimentazione di format e linguaggi inediti.
Tra i protagonisti di questa edizione il premio Nobel 2008 per la Medicina Luc Montagnier, il premio Nobel Dario Fo, lo storico della scienza Enrico Bellone, il matematico Piergiorgio Odifreddi, i paleontologo Niles Eldredge, Elio di Elio e le Storie Tese, che affianca lo storico della scienza Emanuele Coco, Luca Bizzarri e Patrizio Roversi.
Il Festival esplora il futuro seguendo la stessa suddivisione in percorsi il Futuro della vita, il Futuro dell’universo,; il Futuro della natura e il Futuro delle idee.
Dopo la fortunata esperienza del 2008 con il padiglione cinese, quest’anno il Paese ospite è l’Egitto.
In occasione dell’Anno italo-egiziano della Scienza e della Tecnologia, un’intera area viene dedicata al paese nordafricano, con attività interattive, conferenze su astronomia, medicina, matematica, alimentazione, bioagricoltura, archeologia, con la partecipazione di un’autorevole delegazione di scienziati del Paese ospite. Inoltre vengono confermate le partnership già avviate con il progetto Marseille Provence e con il network EUSCEA, nell’ambito del quale il Festival partecipa al progetto europeo 2 Ways – Comunicating Life Science Research.
Il Festival della Scienza è ideato e organizzato dall’Associazione Festival della Scienza, composta da ASI – Agenzia Spaziale Italiana, Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Genova, CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche, Codice. Idee per la cultura, Comune di Genova, Confindustria Genova, Costa Edutainment, Distretto di Elettronica e Tecnologie Avanzate di Genova (DixET), Fiera di Genova, INAF – Istituto Nazionale Astrofisica, INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INSTM - Consorzio Interuniversitario per la Scienza e la Tecnologia dei Materiali, Provincia di Genova, Regione Liguria, Sviluppo Genova, Università degli Studi di Genova. L’iniziativa si avvale della consulenza di un autorevole comitato scientifico e di un network di ricerca internazionale, sostanziato in contatti e collaborazioni con numerosi enti, musei, istituti sia italiani che esteri.
Per info: www.festivaldellascienza.it
I Palazzi dei Rolli, storiche dimore dei nobili genovesi, dalla struttura articolata in atri, cortili, scaloni, giardini e ricchi di decorazioni interne, un tempo estratti a sorte per accogliere gli ospiti illustri della città, sono dal 2006 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. |
|
Il sabato alle ore 10.00 visita in lingua italiana e francese; alle ore 15.30 in italiano e in inglese. Domenica alle ore 10.00 visita in lingua italiana e spagnola. Il costo del biglietto è di euro 12,00 e può essere acquistato presso gli Uffici IAT di Genova Principe e dell’Aeroporto oppure alla partenza, prevista dall’area del Porto Antico presso il Chiosco Informazioni. |
Il mondo di Quentin Blake
3 luglio 2009 – 10 gennaio 2010
Per la prima volta in Italia una mostra dedicata all’opera di Quentin Blake, il più grande illustratore inglese per la letteratura dell’infanzia. Nelle sale del Museo Luzzati di Porta Siberia, nel Porto Antico di Genova, sono esposte oltre 100 tavole originali, prevalentemente realizzate ad acquarello. Tra le mura della cinquecentesca porta si possono quindi incontrare i suoi strampalati personaggi e animali, tra cui Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato, Planet Zog, Matilda, Polissena. A partire da ottobre, saranno organizzati laboratori e incontri dedicati alla sua opera.
Quentin Blake ha illustrato quasi tutte le opere di Roald Dahl, ma sono tantissimi gli autori con cui ha collaborato, inventando a sua volta personaggi e storie per bambini. A Londra Quentin Blake ha iniziato un progetto di illustrazione per gli ospedali e il suo lavoro si può ammirare negli atri e negli spazi pubblici di molti ospedali londinesi: a Genova Quentin Blake donerà alcune opere all’Ospedale Gaslini per continuare il suo progetto di rendere più piacevoli i luoghi della cura.
Pur diversi nel segno e nel percorso Luzzati e Blake presentano importanti punti in comune. Nel Museo di Porta Siberia, dedicato al maestro scomparso nel 2007, Luzzati e Blake fanno incontrare le loro opere. Le sale Cannoniere ospitano diverse mostre dedicate al celebre illustratore: fino al 27 settembre sarà visibile PESTA NEL MORTAIO ERBE DI GENNAIO, con disegni di Luzzati e filastrocche di Nico Orengo sugli antichi mestieri di Genova; da ottobre aprirà al pubblico EMANUELE LUZZATI: MOSTRI E ANIMALI, un bestiario fantastico per le fiabe e le leggende, perfetto per accompagnare l’universo immaginario del “collega” Quentin Blake.
Ingresso €5, bambini gratis fino a 6 anni, €2 dai 7 ai 18 anni, €4 sopra ai 65 anni.
Orario fino al 15 settembre: dal martedì alla domenica 11 – 13 e 15 - 19, lunedì riposo
Orario dopo 15 settembre: dal martedì al venerdì 10 – 13 e 14 - 18, sabato e domenica 10 -18, lunedì riposo. Info tel. 0102530328 info@museoluzzati.it – www.museoluzzati.it
Costa Edutainment presenta AcquarioVillage, un mondo che coniuga esperienze legate ai temi del mare, della natura, della scienza, della tecnologia, della storia della navigazione e della cultura. Durante il salone Nautico, quanti saranno interessati a vivere un’esperienza legata ai temi della natura e del mare, potranno scegliere tra diverse proposte. Le nuove vasche espositive dell’Acquario di Genova, in particolare il grande cilindro che riproduce un ambiente coralligeno mediterraneo con murene e gronchi, e in occasione del Salone una nuova vasca espositiva di acqua dolce. La natura vive all’AcquarioVillage anche attraverso una passeggiata all’interno della foresta dei colibrì e di quella tropicale della Biosfera. Per chi vorrà approfondire la conoscenza dei Cetacei, sarà possibile effettuare un’esperienza in mare aperto (non compresa nel biglietto AcquarioVillage): ogni sabato partirà l’escursione di mezza giornata seguendo le rotte dei mammiferi marini tra Genova e Portofino, nel cuore del Santuario dei Cetacei. Ad accompagnare il pubblico, un biologo marino dell’Acquario di Genova e del WWF sveleranno tutti i segreti degli animali che si incontreranno, illustreranno il progetto di ricerca Delfini Metropolitani dell’Acquario di Genova e il codice di comportamento corretto per l’avvistamento Cetacei. Partenza alle ore 13 dal molo sotto l’Acquario, con rientro alle ore 18 circa.
La cultura e la storia della navigazione prendono vita al Galata Museo del Mare, dove il pubblico potrà vestire i panni dei migranti attraverso la mostra “La Merica. Da Genova a Ellis Island, il viaggio per mare negli anni della migrazione italiana”. Durante il Salone sarà anche ospitata la rassegna di arte contemporanea “Dal Mar Mediterraneo al Mar Baltico” composta da dipinti, fotografie ed istallazioni provenienti dalla Ava Galleria di Helsinki, ideata e promossa dalla Fondazione D'Ars - Oscar Signorini onlus e a cura diViola Lilith Russi e Valentina Tovaglia. I curiosi potranno inoltre ammirare dall’esterno il sommergibile Nazario Sauro, ormeggiato da fine settembre nel bacino della darsena.
Si arricchirà anche l’offerta legata alla scienza e alla tecnologia. La città dei bambini e dei ragazzi, grazie al rinnovato Studio TV, consente anche ai più piccoli (in compagnia dei genitori) di cimentarsi nel ruolo di giornalisti, cameraman e registi, realizzando un telegiornale completo, meteo incluso.
Per info: Acquario di Genova tel. 010.23451 www.acquariodigenova.it
Galata Museo del Mare tel. 010.2345655 www.galatamuseodelmare.it
16 ottobre 2009 – 14 febbraio 2010
Appartamento del Doge
Genova ricorda i 90 anni dalla nascita del Bauhaus con la più ampia retrospettiva mai realizzata su Otto Hofmann (1907-1996), artista tedesco tra i più interessanti del gruppo che condivise quell’esperienza nella celebre scuola a Dessau.
Sono esposte quattrocento opere – molte inedite – tra dipinti, disegni, fotografie, ceramiche, xilografie, documenti d’epoca e, vera rarità, i quaderni illustrati da Hofmann delle lezioni tenute da Kandinskij e Klee tra il 1928 e il 1930.
La mostra, ideata e curata da Giovanni Battista Martini, oltre a fornire un’occasione di approfondimento sugli aspetti interdisciplinari che caratterizzano il Bauhaus e le avanguardie artistiche nel secolo scorso, propone un percorso nel quale si intrecciano gli eventi personali dell’artista e quelli storici del Novecento: dalla nascita del nazionalsocialismo all’invasione della Russia, dalla divisione delle due Germanie alla costruzione del Muro.
Hofmann ha fatto proprio il linguaggio della pittura astratta e ne ha contemporaneamente rifiutato i dogmi a favore di una costante ricerca di libertà d’espressione dall’alto valore poetico e spirituale.
Nella prima delle cinque sezioni si documenta la permanenza di Hofmann al Bauhaus dove tiene la sua prima mostra personale negli anni 30.
Un’apposita sala vede poi riunite le lettere, correlate da piccoli acquerelli di un’intensa e struggente bellezza, inviate dal fronte russo alla moglie e ad alcuni amici dal 1941 al 1946.
Ci sono quindi i lavori dell’immediato dopoguerra, realizzati al suo ritorno in Turingia, in un clima di sofferenza per le crescenti divergenze con la nuova classe dirigente comunista, a quelli del 1950-51 a Berlino Ovest, molti dei quali andati dispersi a causa della fuga dell’artista e ritrovati dopo la caduta del Muro.
In mostra anche le opere eseguite durante i lunghi soggiorni tra Parigi, Bruxelles, Cagnes, Berlino e quelle di Pompeiana, piccolo borgo della Riviera Ligure, dove trascorse gli ultimi vent’anni della sua vita, attratto dalla luce e dai colori del Mediterraneo.
Orario: da martedì a domenica 9-19; lunedì chiuso
Prezzi: intero 8 euro, ridotto 6 euro, scuole 3 euro. Mercoledì ingresso a prezzo speciale 3 euro
Info: 010 5574064/065
www.palazzoducale.genova.it
25 settembre - 31 ottobre 2009
Spazio Dogana
La mostra è il frutto di una selezione nazionale, che ha scelto le sette produzioni artistiche che meglio indagavano le problematiche inerenti al tema dell’Intercultura, fornendo un significativo confronto con l’area del Mediterraneo, attraverso mezzi e strumenti diversi, a seconda delle proprie sensibilità, emozioni e riflessioni. Le opere esposte, a cura di Martina Starnini, forniscono un significativo confronto con l'area del Mediterraneo, attraverso mezzi e strumenti diversi, a seconda della sensibilità degli artisti.
L’esposizione è il primo evento ospitato nella Sala Dogana, spazio realizzato con il contributo dell'Accordo di Programma Quadro sottoscritto tra la Regione Liguria e il Dipartimento della Gioventù.
Artisti in mostra: :ADM, La Cruna + Nicola Bogo, Laura Mergoni, Denis Pascon, Suite-Case, Arturo Russo, Gianluca Russo.
L’esposizione fa inoltre parte del progetto Movimentazioni. Intercultura nella giovane arte italiana, la manifestazione sulle dinamiche del confronto tra le culture nelle città italiane e in particolare nell’area mediterranea, analizzate attraverso i linguaggi della giovane arte. Partecipano artisti visivi, gruppi musicali e teatrali provenienti dal territorio nazionale, impegnati da settembre a gennaio 2010 in performance, spettacoli oltre a due esposizioni. Il progetto è presentato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Genova, nell’ambito di ITALIA CREATIVA, progetto per il sostegno e la promozione della giovane creatività italiana a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù, in collaborazione con l’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, il GAI, Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Accademia Ligustica di Belle Arti.
Orario: martedì - sabato 14-20, domenica 11-20. Ingresso libero-
Info: 010 5574064/065 www.palazzoducale.genova.it
Archivio Storico del Comune di Genova
Con l’ausilio di tredici vetrine vengono predisposte delle mostre tematiche con lo scopo di portare a conoscenza di un più vasto pubblico la consistenza del patrimonio archivistico comunale.
A partire dalla metà dell'Ottocento e per tutto il secolo successivo – con le sole eccezioni rappresentate dal periodo bellico della prima e della seconda guerra mondiale – Genova fu teatro di imponenti trasformazioni del suo tessuto urbano, vero e proprio laboratorio a cielo aperto per generazioni di ingegneri e di architetti.
Di tutto ciò intende dare testimonianza l'esposizione allestita in occasione del Festival della Scienza 2009 nella sala di lettura dell'Archivio Storico del Comune a Palazzo Ducale che, attingendo al ricco patrimonio documentario della città di Genova, presenta un significativo repertorio di manufatti per l'arredo urbano progettati, scelti e, in parte, realizzati nel secondo Ottocento alla luce del principio che tutto ciò che era pubblico, doveva essere anche bello. Leggere e comprendere il passato per poter programmare il futuro è la chiave di lettura di questa mostra, che si inserisce a pieno titolo nel tema del Festival della Scienza 2009, “il futuro”. L'iniziativa fa parte di “Adagio & Curioso edizione 2009”ed è realizzata con il sostegno della Regione Liguria.
Orario: martedì-giovedì 9.00/12.30 e 14.00/17.00; venerdì 9.00/12.30; sabato, domenica e lunedì chiuso; 24/6 chiuso. Visite guidate su prenotazione al n. 010 5574808 (mar., merc., giov., referente Enrico Isola).
Ingresso libero- Info: 010 5574808
Apertura di una nuova stanza della dimora di Andrea Doria appena restaurata. Si tratta di una delle camere da letto della moglie del Principe, Peretta Usodimare del Carretto, duramente danneggiata dall’ultimo conflitto mondiale. E’ stata riportata, per quanto possibile, all’antico splendore grazie a un complesso lavoro di recupero durato sei mesi. Perin del Vega, allievo prediletto di Raffaello, e la sua bottega furono responsabili dell’intera decorazione della Villa e affrescarono sulla volta dell’ambiente la vicenda di Amore e Psiche, narrata da Apuleio nell’Asino D’Oro.
Visite guidate nei weekend e su prenotazione per gruppi di minimo 10 persone. I visitatori singoli potranno ammirare gli affreschi durante il normale orario di apertura del Museo: da martedì a domenica dalle 10 alle 17, lunedì chiuso.
Info e prenotazioni: Sezione didattica di Villa del Principe tel. 010.255509 didattica@palazzodelprincipe.it www.palazzodelprincipe.it
fino al 31 ottobre 2009
La mostra, allestita fino al 31 ottobre 2009 nel Teatro del Falcone – spazio espositivo del Museo Palazzo Reale di Genova – è patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e raccoglie un’importante summa di opere scelte a documentazione di gran parte dei cicli operativi del maestro padovano Alberto Biasi, uno dei padri del Gruppo N, fondamentale corrente dell’arte programmata e cinetica italiana. Nel corso della sua lunga attività artistica Alberto Biasi ha realizzato innumerevoli opere, tutte di estrema coerenza stilistica e sempre diverse, tanto che per catalogarle è incorsa l’abitudine della critica di suddividerle in cicli tematicamente omogenei, metodologia adottata anche per la mostra di Genova. Il percorso espositivo è messo dunque in relazione alle varie fasi della stratificata attività di Alberto Biasi e racconta, in maniera ricca e puntuale, la complessità imprevedibile di un artista storicizzato, eppure ancora così attuale, che ha saputo rinnovarsi nel tempo, mantenendo intatta la coerenza espressiva e l’energia straordinariamente vitale delle sue opere, oggi come allora. Fin dagli esordi, all’inizio degli anni Sessanta, l’artista sperimenta strutture dinamiche basate su infinite possibilità percettive, nelle quali il fruitore diventa partecipe, in modo indiretto o virtuale, dell’opera. A partire dalle Trame della fine degli anni Cinquanta, continuando con le Torsioni e i Rilievi ottico-dinamici degli anni Sessanta e successivi, con i Politipi degli anni Sessanta e Settanta, conclusi con i recuperi neodadaisti degli anni Ottanta, si approda allo straordinario ciclo degli Assemblaggi della fine degli anni Novanta, tuttora perdurante.
Orario: martedì e mercoledì dalle ore 9.00 alle ore 13.30, da giovedì a domenica dalle ore 9.00 alle ore 19.00. Lunedì chiuso. Ingresso: Il biglietto di ingresso per il Museo di Palazzo Reale consente l’accesso alla Mostra. € 4.00 intero, € 2.00 ridotto, ingresso gratuito per i minori di anni di 18 e i maggiori di anni 65.
La mostra, organizzata dalla Wolfsoniana - Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo in collaborazione con la Città di Salsomaggiore Terme e Terme di Salsomaggiore e di Tabiano SpA, costituisce l’evento clou a Genova dell’edizione 2009 del Festival Internazionale della Maiolica.
Ideata da Maurizia Bonatti Bacchini e curata con Silvia Barisione, Matteo Fochessati e Gianni Franzone, l’esposizione presenta una significativa selezione dei modelli in ceramica, grès e maiolica relativi all’ampio apparato decorativo che Galileo Chini realizzò, presso le Fornaci San Lorenzo, per le Terme Berzieri di Salsomaggiore. Influenzato dalla lunga permanenza in Oriente dal 1910 al 1914 - dove si era recato per affrescare la sala del trono nel palazzo reale di Bangkok su invito del re del Siam che era rimasto affascinato dai suoi pannelli decorativi della sala L’Arte del Sogno alla Biennale di Venezia del 1907 - Chini declinò nell’edificio termale le suggestioni esotiche di questa sua significativa esperienza artistica attraverso un linguaggio che, partendo da modelli espressivi di gusto secessionista, evolve precocemente verso il déco.
L’esposizione documenta inoltre la collaborazione tra Galileo Chini e l’architetto fiorentino Ugo Giusti, progettista, insieme a Giulio Bernardini, dello stabilimento termale Berzieri realizzato tra il 1912 e il 1923 e illustrato in mostra - oltre che da una precedente versione del prospetto e da diverse riprese fotografiche del cantiere - da alcuni manifesti, tra i quali quello realizzato nel 1923 dallo stesso Chini. Il loro sodalizio trovò infatti la sua più compiuta espressione in questo celebre edificio che contribuì nel tempo alla fama di Salsomaggiore, a fianco di altre scenografiche strutture di accoglienza turistica come il Grand Hotel des Thèrmes, raffigurato in due disegni di Gino Frattini e Filippo Romoli.
A fianco di queste opere e dei due portafiori in maiolica di Chini per le Terme Berzieri, esposti permanentemente all’interno della Wolfsoniana, la mostra è arricchita da materiali documentari, conservati presso l’Archivio Chini di Lido di Camaiore e altri eredi dell’artista.
La mostra, il cui allestimento è ideato da Valerio Tunesi, resterà aperta fino a domenica 8 novembre. Orari: martedì - domenica 10.00 - 19.00; ingressi: intero > € 5, ridotto > € 4, scuole > € 2,80. Per info: www.wolfsoniana.it
20 Ottobre 2009 - 8 Novembre 2009 - Teatro della Corte
La Stagione di produzione dello Stabile di Genova si apre con la messa in scena di un’opera fondamentale della storia del teatro del Novecento con la regia di Marco Sciaccaluga, proponendo un percorso che, dopo Aspettando Godot di Samuel Beckett, porterà sui suoi palcoscenici anche testi di James Joyce (Esuli) e di Marguerite Duras (Il dolore). Tre grandi autori che hanno segnato la vita culturale di un secolo, trascorrendo con molta libertà dalla letteratura al teatro, dalla poesia al cinema. Tre spettacoli attuali e necessari, nei quali lo Stabile investe le sue migliori risorse attoriali: da Ugo Pagliai ed Eros Pagni, inediti protagonisti di Aspettando Godot, a Mariangela Melato impegnata nell’"a solo" del Dolore; ma anche dando nuove opportunità alla carriera dei molti giovani e affermati attori che compongono la sua Compagnia.
Samuel Beckett (1906-1989) ha scritto in francese En attendant Godot (da lui stesso poi tradotto in inglese con il titolo di Waiting for Godot) nella seconda metà degli anni Quaranta, quasi in contemporanea con la trilogia dei suoi più celebri romanzi (Molloy, Malone muore e L’innominabile). Rappresentata per la prima volta a Parigi il 3 gennaio 1953, la commedia è diventato ormai un classico del teatro contemporaneo. Vestiti come vagabondi, o come clowns, Estragone (Gogo) e Vladimiro (Didi) si trovano sotto un albero in una strada di campagna. Sono lì perché un certo Godot ha dato loro appuntamento. I due (e con loro anche gli spettatori) non sanno neanche esattamente chi sia questo Godot, credono comunque che quando arriverà li porterà a casa sua, darà loro qualcosa di caldo da mangiare e li farà dormire all’asciutto… Ma questo terzo uomo non arriva mai.
«Non c’è nulla di più comico della tragedia» ha scritto Beckett. E Aspettando Godot è una tragicommedia costruita intorno alla condizione dell’attesa, di cui sono protagonisti questi due strani "border-line", che sembrano usciti da una comica del cinema muto, gettati ai margini di una società che non conoscono, in uno spazio insieme astratto e concreto, nel quale irrompe a un certo momento un’altra strana coppia: quella formata da Pozzo e Lucky, forse metafora degradata della dialettica servo-padrone. Da questo vuoto esistenziale, privo di significato allegorico anche se caratterizzato da forti valenze metafisiche, Samuel Beckett lascia emergere con grande forza teatrale l'immagine di una realtà parallela, di un ultimo rifugio dell’anima, dove la fantasia può invadere la scena e prendere il sopravvento sulla morte, facendo trionfare un eccentrico e assurdo mondo interiore, fatto di lazzi, gestualità, non-sense e divertenti paradossi: la vita stessa, insomma.
Per info: tel. 010.53421 www.teatrostabilegenova.it
Una tragedia piena di passione che mescola amore e odio, passione e vendetta. "Io trovo appunto bellissimo rappresentare questo personaggio estremamente deforme e ridicolo, ed interamente appassionato e pieno d'amore". Per lui Verdi ha scritto il proprio primo capolavoro drammatico, sintesi splendida di musica e dramma. La prima rappresentazione, 11 marzo 1851 a Venezia, precede di poco Il trovatore e La traviata, ovvero quel che con questa formerà la "trilogia popolare" di Verdi. Il libretto di Francesco Maria Piave trae il soggetto da una dramma in cinque atti di Victor Hugo, Le roi s'amuse.
Il Duca di Mantova, città dov'è ambientato il dramma originale nel Cinquecento, a una festa corteggia la contessa di Ceprano, il cui marito è preso in giro dal buffone di corte, il gobbo Rigoletto. Ma il Duca, che canta come per lui ogni donna purché bella vada bene, ha messo gli occhi su una fanciulla che vede alla domenica in chiesa ed ha anche sedotto la figlia del conte di Monterone che viene sbeffeggiato da Rigoletto e lo maledice. La fanciulla è Gilda, amatissima figlia di Rigoletto, che viene avvicinata e conquistata con un trucco dal Duca sotto il falso nome di Gualtier Maldé; quando i due si lasciano alcuni cortigiani rapiscono Gilda credendola nientemeno che l'amante di Rigoletto. Il Duca canta il proprio disprezzo per le donne, "la donna è mobile", con Gilda, Rigoletto e la sorella del sicario Sparafucile Maddalena festeggia "Bella figlia dell'amore", quartetto celeberrimo. Ma la trama si infittisce in un continuo scambio di orrori, e Gilda finirà uccisa da Sparafucile in luogo del Duca di cui aveva pagato l'assassinio. Canzoni di successo, cori costruiti con strepitosa abilità, una fenomenale acutezza psicologica e una formidabile intuizione teatrale rendono quest'opera un lavoro stupendo, anche per la straordinaria capacità di giocare musicalmente con gli equivoci, fin nelle più riposte sfumature.
La regia di Stefano Vizioli sottolinea l'immoralità e le nefandezze della vita di corte e dei suoi intrighi, di un sistema di cui Rigoletto -pur cantando "Cortigiani vil razza dannata" - è vittima ma anche strumento ("Pari siamo") e il palpabile erotismo da cui è pervasa l'opera. Le scene e i costumi sono di Pierluigi Samaritani ripresi da Alessandro Ciammarughi e la direzione è affidata a Carmine Pinto. Nel cast spiccano i nomi di Alberto Gazale, una delle voci baritonali più affermate, più volte interprete del ruolo del "Buffone di corte", Anna Skibinsky (Gilda) e Valter Borin (Il Duca di Mantova).
Repliche: giovedì 29 alle 15.30, venerdì 30 alle 20.30, sabato 31 alle 15.30.
Per info: tel. 010.53881 www.carlofelice.it
Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con il Festival della Scienza, celebra il 60° anniversario della pubblicazione del romanzo dello scrittore inglese, con cui si concludeva la sua ideale trilogia sulla dittatura comunista iniziata con Omaggio alla Catalogna e La Fattoria degli animali.
Per info: tel. 010.2478011 – www.teatrodellatosse.it
Ufficio stampa Fiera di Genova SpA
Giusi Feleppa – Graziella Bonini – Matilde Bardella
tel. 010.5391211 – 262 – 394 – 206
ufficiostampa@fiera.ge.it
|
|
![]() |
|
|
||||||||||||||||||||||||
La società | Quartiere Fieristico | Servizi agli Espositori | Calendario | News | Info | Come arrivare | Ufficio Stampa Copyright © 2002 - 2006 Fiera di Genova. All rights reserved. - Credits |