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6 Marzo 2010
Riconfermato il successo di Energethica Genova!
Si conclude oggi alla Fiera di Genova la manifestazione Energethica, 5° Salone dell'energia rinnovabile e sostenibile, con convegni e aree dimostrative.

1 Marzo 2010
LE 9.000 OPERE ESPOSTE AD ARTEGENOVA VISITATE DA 12.000 COLLEZIONISTI E APPASSIONATI.
 Già avviata la programmazione dell'edizione 2011



25 Febbraio 2010
ARTE GENOVA VI EDIZIONE
26 FEBBRAIO – 1 MARZO




www.artegenova.org

24 Febbraio 2010
DAL 26 FEBBRAIO AL 1° MARZO LA SESTA EDIZIONE DI ARTEGENOVA
La proiezione di  “Omaggio a Totò, maschera, principe, poeta” e l’incontro con Elio Fiorucci tra gli appuntamenti del ciclo di incontri “In the arts”

22 Febbraio 2010
Energethica 2010 ai nastri di partenza
Energethica® sta sempre più consolidando il suo Circuito dell'Energia Sostenibile per offrire, in maniera continua e capillare, molte opportunità di aggiornamento sui temi della sostenibilità e delle energie rinnovabili.

9 febbraio 2010
Presentata oggi a Genova Marina Fiera Spa
la nuova società in via di costituzione partecipata all’82% da Fiera di Genova e al 18% da UCINA

Padiglione B

Funzionalità ed estetica, un binomio di straordinario equilibrio caratterizza il nuovo padiglione B della Fiera di Genova, inaugurato stasera alla presenza dell’architetto Jean Nouvel. Un vernissage particolare organizzato nell’ultima giornata dei lavori di allestimento del 49° Salone Nautico Internazionale per mostrare le qualità intrinseche di una struttura unica nel panorama fieristico internazionale.

Il nuovo padiglione, che ha come elementi di riferimento la posizione strategica all’ingresso del porto, e una composizione atipica del quartiere fieristico tra padiglioni, grandi marine e ampie superfici all’aperto, si sviluppa su due piani ad uso espositivo e un piano intermedio sul lato mare per servizi e uffici con una superficie espositiva  complessiva di ventimila metri quadrati (il pre­esistente padiglione ne aveva diecimila) su un totale di trentacinquemila metri quadrati di superficie lorda (comprensivi di foyer, spazi comuni, spazi destinati ai servizi e ai locali tecnici (30.396 mq la superficie utile al netto dei locali tecnici). Si caratterizza per un ampio uso di superfici vetrate e di controsoffitti riflettenti e per l'integrazione sul lato sud con il mare.

Da un punto di vista funzionale, il nuovo padiglione rappresenta una chiave di volta per il quartiere fieristico che era stato interamente edificato a quota 5,50 m sul livello del mare. La nuova struttura, grazie a un’imponente operazione di sbancamento, è stata realizzata a quota 0,90 in continuità con il mare sul quale si affaccia. Il primo piano risulta quindi sopraelevato rispetto al pre-esistente permettendo di risolvere brillantemente le difficoltà che si riscontrano abitualmente nei padiglioni biplanari per quanto riguarda i flussi di merci e di veicoli. Nel briefing iniziale per la scelta dei progettisti Fiera aveva concentrato la sua attenzione sul problema dei flussi veicolari durante le fasi di allestimento e disallestimento. La soluzione adottata con un sistema di rampe costituite da strade di classe A, vale a dire con le stesse caratteristiche delle strade statali, permette di raggiungere sia il livello 0.90 sia il livello superiore del padiglione a quota quattordici anche ai grandi articolati, nonché di entrare direttamente all’interno dei due livelli espositivi. La scelta è stata ottimale e testata positivamente già in molteplici occasioni La grande copertura che riprende l’inclinazione della rampa, si estende a sbalzo per oltre 30 metri sul fronte sud proteggendo le attività che si svolgono in banchina. In maniera altrettanto fondamentale il nuovo padiglione è già proiettato nel futuro. E’ stato pensato per integrarsi con le nuove direttrici di sviluppo del quartiere, a ponente con il nuovo polo alberghiero-congressuale grazie a  una stecca che si estenderà con funzioni di collegamento e che diventerà vincolo progettuale per la nuova struttura, e a levante, nella prospettiva di liberare il padiglione D dagli attuali utilizzi, con l’espansione tout-court sul sedime del vecchio padiglione riportato alla quota banchina. Le caratteristiche di “marinità” sono il terzo elemento essenziale della nuova opera. Non esiste separazione tra contenitore e ambiente circostante diversamente da quanto accade di norma nei padiglioni fieristici. Il grande tetto a sbalzo costituisce copertura per le terrazze e per le barche ormeggiate in banchina, le grandi vetrate e le stesse terrazze garantiscono la continuità tra l’interno e lo spazio circostante, le marine, e una visuale aperta a centottanta grandi sull’ingresso del porto con il viavai di navi da carico e da crociera. Una soluzione progettuale ideale che non si pone esclusivamente al servizio del Salone Nautico Internazionale ma risulta premiante per tutti gli altri eventi presenti e per svilupparne di nuovi con standard elevati di funzionalità e prestigio.  

Il nuovo padiglione B diventa oggi il segno distintivo di un complesso fieristico di assoluto rilievo – commenta con soddisfazione Paolo Lombardi, presidente della Fiera di Genova -caratterizzato da una grande varietà, tra aree coperte, piazzali attrezzati e darsene nautiche, e capace di offrire soluzioni espositive in grado di rispondere alle più diverse esigenze” “Siamo lieti - aggiunge - di poter oggi presentare alla città e alla comunità degli affari una struttura di indiscusso pregio architettonico e dalle grandi potenzialità espositive”.

Il progetto di Ateliers Jean Nouvel, in perfetta modularità prevede una seconda fase di intervento con l’espansione del padiglione B alle superfici dell’attuale adiacente padiglione D,  per una superficie complessiva (B+D) di 30mila metri quadrati espositivi.  Assai compressa è stata la fase di ideazione, progettazione, e la realizzazione del progetto che ha dovuto tener conto dello svolgimento nel quartiere fieristico di 34 manifestazioni fieristiche e 61 tra eventi, spettacoli e manifestazioni sportive durante i lavori di costruzione. Primo passo la selezione dei progetti nel gennaio 2005, poi a seguire la scelta nel mese di marzo. Ad aprile la definizione del progetto definitivo e a novembre dello stesso anno l’ottenimento delle prime licenze edilizie. Nel giugno 2006 la gara d’appalto, a novembre la firma del contratto con Coopsette. Il cantiere è stato consegnato a gennaio 2007.

Roberto Urbani, amministratore delegato della Fiera di Genova, pone l’accento sulle rapide tempistiche che hanno portato al’ultimazione del progetto: “La demolizione fu avviata nel gennaio 2007, a febbraio i lavori di sbancamento per portare il nuovo padiglione a livello banchina ad aprile l’inizio delle palificazioni. Con una spinta organizzativa notevole, in occasione del 47° Salone Nautico Internazionale, la quota banchina del nuovo padiglione venne allestita con tensostrutture e utilizzata a fini espositivi”. Nel luglio 2008 la decisione del Comune di Genova di aderire alla richiesta di Fiera di Genova SpA di compartecipare con una quota importante alle spese per la copertura in vetro del tetto, oggi confermata con uno stanziamento di due milioni e cinquecentomila euro. Il tetto,  che rappresenterà una volta ultimato un segno altamente distintivo e identificativo nel territorio della città, verrà registrato da Fiera di Genova come logo. I diritti di questo “biglietto da visita blu” saranno ceduti al Comune di Genova per le proprie attività di comunicazione istituzionale.  “Già nell’ ottobre 2008 – prosegue Roberto Urbani - il padiglione, sostanzialmente completato nelle strutture, è stato utilizzato per il 48° Salone Nautico Internazionale, dimostrandosi un contenitore dal fascino unico grazie all’ampiezza e alla luminosità degli spazi, con la facciata sud interamente costituita da vetrate”.

Oggi il padiglione si presenta al pubblico con i controsoffitti esterni e interni completati, elementi fondamentali nel gioco di riflessi e di rimandi tra colori e movimenti dell’acqua sottostante e la luce del cielo e le luci artificiali. Ultimata anche la dotazione impiantistica.

“Sono lieto di essere qui oggi ad accogliere l’Architetto Jean Nouvel ideatore di questa splendida struttura - ha sottolineato Anton Francesco Albertoni, presidente di UCINA - che interpreta appieno il concetto di “marinità”, offrendo una visibilità ideale alle imbarcazioni esposte in una cornice assolutamente unica e prestigiosa. Il nuovo padiglione arricchisce il quartiere fieristico di un punto espositivo di forte richiamo dell’eccellenza nautica internazionale, da sempre protagonista del Salone Nautico di Genova”.

Il progetto è di Ateliers Jean Nouvel, capo del progetto l’arch. Sandro Carbone, la parte ingegneristica di Arup Italia; impresa aggiudicataria Coopsette Soc. Coop, direzione dei lavori affidata a D’Appolonia SpA, direttore dei lavori ing. Carlo Vardanega, direttore di cantiere ing. Mario Santarelli.

Nelle parole di Jean Nouvel:

"Captare il movimento"

E' semplice. Troppo semplice perché sia così semplice.
E' prima di tutto un piano, un piano blu, troppo blu. Il blu cielo delle fotografie sotto esposte o degli esordi del cinematografo…  questo piano è evidentemente un tetto, si leggerà dalla città, dalla strada sopraelevata che lo costeggia, come un'astrazione, un immenso specchio blu rettangolare nel quale si riflette o il blu del cielo o le nuvole che diventano plumbee sotto la pioggia o nel grigiore. Queste nuvole imprimono sullo specchio un lento movimento atmosferico.

L'interno non è a prima vista molto più complicato: due grandi hall orientate verso il mare. una sotto il piano di copertura è una terrazza coperta, completamente aperta sul porto. L'altra è il prolungamento della banchina nell'edificio, anche lei totalmente aperta. Quando dico aperto bisogna intendere interamente vetrato, ma anche ampiamente apribile quando il vento e la temperatura lo consentono. Queste due grandi hall sono sotto due specchi che evocano la superficie del mare. Uno è costituito da piccole onde come la superficie irregolare dell'acqua del porto, come quelle leggere increspature che "ammaccano" il mare. L'altro è ritmato da lunghe onde parallele alla banchina, la variazione d'ampiezza  dell'onda crea una sinusoide che decresce avvicinandosi al porto. questi specchi rifrangono, riformano la vita delle esposizioni che coprono, ma anche, su una superficie minore, le barche del porto…
nel primo c'è qualcosa di simile al caleidoscopio il cui principio geometrico è perturbato dall'aleatorio, nel secondo si trova, su dei ritmi paralleli, l'allungamento curvo delle immagini  come sulle carrozzerie o sui paraurti delle macchine.
Sotto il primo specchio l'illuminazione è assicurata da lampioni" pluggati " al suolo che, ovviamente, non toccano mai il soffitto. Sotto il secondo, i proiettori sono nelle onde, nelle pieghe o dietro a dei vetri a specchio. questi due sistemi creano dei bagliori simili ai famigerati riflessi d'argento con i  quali il sole gratifica il mare. Dal porto, dalla banchina, dall'esterno le esposizioni creano un doppio spettacolo di riflessi dinamici, multicolori, movimentati.
Il ristorante, invece, si allunga sul limite tra il porto e le esposizioni beneficiando della serenità della vista delle barche, o, secondo gli sguardi, dei bagliori dinamici degli avvenimenti.

 


In breve, tutto questo è una storia d'interrogativi e di distruzione della materia, una storia " de jeux d'optique prestigieux, de tourments délicieux des yeux" (c.baudelaire) alla scala del territorio.

Queste sensazioni sono messe al servizio della forza attrattiva e del prestigio del luogo: i padiglioni espositivi, anche loro, devono amare lo spettacolo.

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